Elezioni regionali in Trentino-Alto Adige: le liste di Bolzano


Quattordici liste e 420 candidati si contenderanno la carica di presidente della provincia autonoma di Bolzano e i 35 seggi disponibili per il Consiglio provinciale di Bolzano. Solo una lista - quella del Popolo della Famiglia di Mario Adinolfi - e tre candidati sono stati esclusi. Tra questi, il caso più emblematico è stato quello di Davide Bendinelli (Forza Italia), non ammesso perché non residente nella Regione, così come, invece, è previsto dalla legge.

Di seguito proponiamo un riepilogo delle quattordici liste, suddivise per l'area politica di riferimento: cinque sono ascrivibili al Centro-sinistra, due al Movimento Cinque Stelle, quattro al Centro-destra e tre alla Destra regionalista.

Area Centro-sinistra



Vereinte Linke - Sinistra Unita
Si tratta della lista di Liberi e Uguali, sorta a seguito dell'impossibilità di formare un unico gruppo con i Verdi.

La lista è stata presentata a settembre 2018 e avrà come capolista l'attuale consigliere comunale di Merano, David Aughscheller. Il lavoro e la casa saranno i fili conduttori di un programma che mira a creare un Alto Adige "autonomo, giusto, solidale e antirazzista".

Sulle alleanze, la chiusura è totale nei confronti del Partito Democratico, che attualmente costituisce la maggioranza di governo assieme alla Sudtiroler Volkspartei. Più probabile, invece, il mantenimento dell'alleanza con i Verdi.
Partito Democratico
Per le elezioni provinciali del 2018 il Partito Democratico trova la sponda nelle liste locali, nel Partito Socialista Italiano e in Radicali Italiani.

La lista è stata presentata il 28 agosto 2018 e avrà come capolista l'attuale consigliere provinciale e regionale, Christian Tommasini. L'Europeismo sarà il perno centrale del programma in opposizione al sovranismo della Lega e del Movimento Cinque Stelle.

Sulle alleanze, il segretario dem altoatesino Alessandro Huber ha aperto ad una nuova collaborazione con la Sudtiroler Volkspartei, attuale partner di governo.

Noi per l'Alto Adige
Si presenta alle elezioni provinciali per la prima volta. Rifiuta la collocazione all'interno dei singoli schemi politici, ma la gran parte degli esponenti in essa candidati provengono dalle centrosinistra.

Tra questi, il promotore Roberto Bizzo, attuale presidente del consiglio provinciale di Bolzano, già esponente del Partito Democratico. Così come il capolista: l'ex direttore del TG 3 Ennio Chiodi che, nel 1996, si candidò in rappresentanza dell'Ulivo contro Franco Frattini nel collegio uninominale di Bolzano.

Riequilibrio dell'autonomia, potenziamento dell'assistenza sanitaria, sì alle scuole bilingue e no al doppio passaporto, i principali punti del programma.
Verdi del Sudtirolo 
Alle elezioni politiche del 2018 erano federati con Liberi e Uguali. Alle elezioni provinciali, invece, l'accordo è fallito. I Verdi del Sudtirolo correranno, quindi, con una lista autonoma, composta da espoenti ecologisti.

Capolista sarà l'attuale portavoce Brigitte Foppa, attuale consigliere provinciale e regionale. La lista è stata presentata a margine dell'Assemblea del partito, che si è svolta a Bolzano lo scorso 9 giugno.

Al grido di "La spinta verde", la conversione ecologica dell'Alto Adige è il fulcro centrale del programma di queste elezioni provinciali. Nelle quali, sono considerati come principali avversari la Sudtiroler Volkspartei da un lato e i populisti dall'altro.
Sudtiroler Volkspartei
È lo storico partito di governo dell'Alto Adige. Da due legislature ha perso, tuttavia, la maggioranza assoluta in termini di voti.

Anche alle elezioni provinciali del 2018, sarà guidata da Arno Kompatscher. Al governatore in carica, infatti, è stata rinnovata la fiducia durante l'assemblea del partito del 23 giugno scorso.

Autonomia e pari opportunità i temi centrali del programma della Stella alpina, che ha definito come "opportunità" l'ipotesi del doppio passaporto. Occhi puntati anche sulle alleanze: continuerà il tradizionale sodalizio col Partito Democratico o cercherà la sponda nella Lega?

Area M5S


Team Kollensperger
Si tratta di una delle liste più recenti formatesi in Alto Adige: si è formata, infatti, nel luglio 2018. Coniuga una politica di stampo liberale ed indipendente dagli schemi con una proposta di governo federale della provincia autonoma, aperta anche alle minoranze linguistiche.

A guidare il partito sarà Paul Kollensperger, consigliere provinciale uscente, eletto cinque anni fa con il Movimento Cinque Stelle e di recente fuori uscito.

Sebbene non sia chiusa la porta per i pentastellati, Kollensperger guarda anche alla Sudtiroler Volkspartei, di cui vuole essere il partner di governo italiano credibile.
Movimento Cinque Stelle
Per la seconda volta nella sua storia, il Movimento Cinque Stelle si presenta alle elezioni provinciali di Bolzano.

Quindici, il numero di candidati della lista, che sarà guidata da Diego Nicolini. Dirigente d'azienda, candidato nel collegio di Bolzano alle ultime politiche, Nicolini è stato designato dopo le elezioni che si sono tenute ad inizio agosto 2018 sulla piattaforma Rousseau. Avevano votato 89 iscritti.

Democrazia diretta e richiesta di maggiori ambiti di autonomia sono il fulcro del programma pentastellato. Nella quale, l'obiettivo principale è fare dell'Alto Adige la miglior democrazia partecipativa dell'arco alpino sul modello della Svizzera.

Area Centro-destra

Forza Italia
Sfumata l'idea di una lista unitaria di tutto il centrodestra, Forza Italia concorrerà alle elezioni provinciali di Bolzano col proprio simbolo.

Non sarà in lista, al contrario di quanto trapelato nei mesi precedenti, il presidente del partito Silvio Berlusconi. E nemmeno la leader regionale Michaela Biancofiore, già protagonista a marzo nella sfida per l'uninominale di Bolzano contro Maria Elena Boschi. Il numero uno sarà il neurochirurgo Mario Vitale.

La difesa del gruppo italiano, con un modello trilingue a scuola e una politica incentrata sulla sicurezza sono i punti principali del programma. A cui si aggiungono la riduzione delle liste d'attesa in ospedale, la lotta al carovita e un maggiore impulso alle infrastrutture.

Alto Adige nel Cuore-Fratelli d'Italia
Vista l'impossibilità di fare una lista unica con la Lega e Forza Italia, Alto Adige nel Cuore si è accordato con Fratelli d'Italia.

Presentata alla fine di agosto 2018, la lista sarà guidata da Alessandro Urzì, consigliere provinciale e già candidato sindaco di Bolzano nel 2015.

Riduzione delle tasse, abolizione del ticket sanitario, investimenti nel sociale e rilancio della rappresentanza italiana in provincia, i principali punti della piattaforma di questi due partiti conservatori. Che hanno accusato la Lega Nord di guardare troppo verso la Sudtiroler Volkspartei.

Lega
Dopo il lungo tira e molla con gli alleati di centrodestra, la Lega sceglie di andare da sola e correrà con una lista autonoma alle elezioni provinciali di Bolzano.

A guidare la lista sarà Massimo Bessone, attuale commissario del Carroccio in Alto Adige nonché vicepresidente del consiglio comunale di Bressanone. La tutela dell'autonomia e il federalismo saranno i cavalli di battaglia della Lega.

Un tema che potrebbe rendere più facile una interlocuzione con la Sudtiroler Volkspartei. L'obiettivo della Lega, in effetti, è duplice: scalzare il Partito Democratico dal ruolo di partner della Sudtiroler Volkspartei nel governo della provincia. E farsi da portavoce della minoranza italiana in consiglio.
CasaPound Italia 
Il movimento di via Napoleone III debutta alle elezioni provinciali dell'Alto Adige, dopo le buone performance ottenute alle elezioni comunali di Bolzano del 2015 e del 2016.

Guiderà la lista Mauro Puglisi Ghizzi, già candidato a sindaco di Bolzano nel 2016 e attuale consigliere comunale nel capoluogo altoatesino.

Sicurezza ed prevenzione dell'immigrazione controllata sono le priorità di CasaPound, che ha esordito con il manifesto shock "Ripulire l'Alto Adige". Un manifesto elettorale che è valso al partito un esposto per "istigazione alla discriminazione razziale" da parte del governatore Arno Kompatscher.

Area Destra regionalista


Die Freiheitlichen
Il principale partito dell'estrema destra sudtirolese, nonché seconda forza del consiglio provinciale di Bolzano, si presenta alle elezioni senza il leader Pius Leitner.

A sostituirlo, ci sarà Andreas Leiter Reber, agricoltore di Marlengo, diventato obmann del partito nell'aprile del 2017. I cavalli di battaglia dei Freiheitlichen per questa campagna elettorale non cambiano. Innanzitutto, l'indipendenza dall'Italia, che fa da contraltare all'autonomia propugnata dalla Sudtiroler Volkspartei. Quindi, il rilancio della sicurezza. Soprattutto per quel che concerne le restrizioni su stranieri e migranti.

Non indicano alleati dalla Die Freiheitlichen, nonostante la vicinanza su alcuni temi alla Lega. Piuttosto, dicono a chiare lettere contro chi rivolgeranno la loro campagna elettorale: la Sudtiroler Volkspartei, rea di essersi spostata a sinistra, dopo aver governato con il Partito Democratico.

Sudtiroler Freiheit
Dopo il quarto posto di cinque anni fa, Sudtiroler Freiheit si presenterà anche alle elezioni provinciali del 2018. Mancherà Eva Klotz, la storica leader. Al suo posto, il movimento separatista schiererà Sven Knoll, attuale consigliere provinciale di opposizione.

Sempre gli stessi, gli obiettivi del partito da un lato conservatore, ma dall'altro aperto ai diritti civili e alla difesa dell'ambiente. Ancora una volta, l'obiettivo è arrivare all'autodeterminazione del popolo sudtirolese, che dovrebbe staccarsi da Roma.

Il che tradotto vuol dire mantenimento della proporzionale etnica, precedenza per i bambini tedeschi nelle scuole tedesche, il doppio passaporto, la messa al bando dei toponimi italiani e delle scuole miste.
Burger Union fur Sudtirol
Anche il terzo dei partiti della destra sudtirolese, il Burger Union fur Sudtirol, parteciperà alle elezioni provinciali del 2018. A guidare la lista, interamente composta da tedeschi fatti salvi due candidati italiani, sarà il consigliere provinciale uscente Andreas Poder.

Anche in questo caso, l'obiettivo da perseguire è riguarda l'autodeterminazione del popolo sudtirolese. Con la creazione della Regione Europea del Tirolo libera. Con la difesa dei gruppi linguistici, la tutela delle famiglie e dei lavoratori altoatesini e una suddivisione equa nella gestione e nella distribuzione dei contributi.

Anche in questo caso, più che le alleanze si indica un avversario diretto: la Sudtiroler Volkspartei, considerata la causa di scandali e nepotismo, nonché di privilegi che hanno infangato la politica locale.

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