Tutto come da copione. Alessandra Moretti e Michele Emiliano guideranno il centrosinistra nelle prossime elezioni regionali in Veneto e in Puglia.
VENETO: MORETTI AL 66,4% CON AFFLUENZA NON MOLTO ALTA
Nelle terra in passato occupata dalla Serenissima, l'eurodeputata democratica vicentina Alessandra Moretti ha vinto la competizione molto agilmente. Lady Like, per usare un soprannome attribuitole dai media, ottiene 25.290 voti, pari al 66,41%.
Sconfitti la senatrice Simonetta Rubinato, che tocca quota 11.500 voti, pari al 29,33%, e il coordinatore dell'Italia dei Valori Antonino Pipitone, fermo al 4,27%.
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| Elaborazione su dati diffusi dal Partito Democratico del Veneto |
Proprio la provincia da cui De Menech proviene, Belluno, è quella dove si è registrata una minore partecipazione elettorale: poco più di 1.800 voti. Treviso e Padova, invece, sono i due enti dove sono state inserite più schede nelle urne, ciascuna con 8.000 elettori.
Vittoria, quella di Alessandra Moretti, che si potrebbe definire schiacciante e uniforme in tutta la regione.
Se si considera l'eccezione di Treviso, provincia dalla quale viene Rubinato, che sino a maggio è stata sindaco del comune di Roncade, l'ex vice di Achille Variati a Vicenza ha superato il 60% delle preferenze quasi ovunque. Risultato record a Rovigo e Verona, dove Moretti ottiene più del 75% dei voti validi.
Antonino Pipitone dell'Idv, invece, non sfonda, ottenendo il risultato migliore in quel di Padova, dove arriva al 10%.
IN PUGLIA, EMILIANO CANDIDATO GOVERNATORE
Tutt'altra musica nella terra dei Trulli. Qui, i democratici scongiurano il flop aumentando addirittura il numero dei votanti rispetto alle primarie nazionali dell'anno scorso.
Se, infatti, a dicembre dell'anno scorso andarono a esprimere una preferenza ben 123.000 pugliesi, gli elettori di domenica sono stati 139.000.
Picchi di votanti a Lecce, Bari e Foggia, mentre minore partecipazione proviene da Taranto, Brindisi e dalla nuova provincia della Bat.
Doppia soddisfazione, dunque, per il segretario regionale del Partito Democratico Michele Emiliano che, dopo il boom nell'affluenza, brinda per essersi aggiudicato la nomination.
Con l'ex sindaco di Bari 77.120 pugliesi (cioé il 57,02% dei voti validi). A Dario Stefàno, esponente di Sel vanno 42.584 voti, ossia il 31,49%, mentre l'ex assessore Guglielmo Minervini raggiunge quota 15.000 preferenze, cioè quasi l'11,5%.
Dei tre, l'ex sindaco di Molfetta è rimasto, tuttavia, a bocca asciutta, senza ottenere la maggioranza in alcuna delle cinque province, pur dando battaglia a Emiliano in quel di Bari.
Il segretario regionale democrat, invece, dilaga a Taranto (63,83%), Brindisi (65,32%) e, soprattutto, a Foggia (71,53%), dove, molto probabilmente Emiliano ha giovato dell'attività di assessore alla Trasparenza del comune di San Severo.
Ottenuta la vittoria, ora Emiliano dovrà sbrogliare una probabile grana, che deriva dalle alleanze. Dopo aver suggellato quella alleanza con l'Udc, che nel 2010 mancò dopo la vittoria di Vendola alle primarie, nel centrosinistra ci sono stati non pochi malumori. Psi e Realtà Italia hanno chiesto a Emiliano chiarimenti, mentre Sel aveva ipotizzato di ritirare il suo candidato dalla competizione. Gli umori, però, si sono rasserenati e domenica, il centrosinistra ha potuto chiamare il suo popolo al voto senza polemiche.


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