Amministrative 2015, ha veramente vinto il centrodestra?

All'indomani dei ballottaggi in cui si è assistito ad uno storico ribaltone in quel di Venezia, tutti i giornali hanno cominciato a parlare delle elezioni amministrative come della prima grande sconfitta del Partito Democratico e della coalizione di centrosinistra. In un'intervista al Corriere della Sera, l'ex premier Silvio Berlusconi, ad esempio aveva parlato della "prima grande scofitta di Renzi", mentre il leader del Carroccio Matteo Salvini ha avvertito il presidente del Consiglio di prepararsi perché il suo partito è pronto a raggiungerlo.
Non da meno, anche il Movimento Cinque Stelle ha gioito per l'en-plein di domenica, che ha consegnato ai grillini cinque comuni su cinque. Insomma, stando alle parole dei nostri politici, tutti hanno vinto e solo uno ha perso: il presidente Renzi e il suo Pd. 
Ma è andata realmente così?


A questa domanda si può solo rispondere leggendo cosa i dati elettorali ci dicono. Guardare solamente ai risultati ottenuti dalle singole liste o dalle coalizioni non è molto consigliato perché il quadro è eterogeneo e la presenza delle formazioni civiche sottrae voti ai partiti tradizionali. Così, è meglio valutare lo stato di salute delle coalizioni a partire da come cambia il quadro politico sul territorio. Alla stregua di quanto si fa con i voti, dunque, si sottoporranno le amministrazioni andate al voto ad una sorta di veri e propri flussi elettorali, elaborando un bilancio complessivo che tenga conto non solo di quanto sia stato guadagnato o perso, ma anche di quanto sia stato mantenuto sul territorio.

Le amministrazioni per coalizione

Innanzitutto, vale la pena di partire dal numero di amministrazioni conquistate complessivamente dalle coalizioni tra primo e secondo turno. Oltre al centrosinistra e al centrodestra, ci saranno anche il Movimento Cinque Stelle, i monocolori della Lega Nord, le liste civiche, la sinistra e la destra.
Lo schema riassuntivo vede il centrosinistra primeggiare su tutte le altre coalizioni. Ai democratici ed alleati vanno, infatti, 44 amministrazioni, contro le 38 del centrodestra, che avrebbe potuto contare lo stesso numero di comuni dei rivali progressisti se non ci fosse stata, in alcuni enti, una destrutturazione delle coalizioni. La Lega Nord in solitaria, infatti, toglie ai moderati quattro comuni, così come un'alleanza di destra ne vince due.
Anche tra i progressisti, però, sovente ci sono state spaccature, profilatesi sottoforma di candidature civiche. In sostanza, le formazioni di sinistra tolgono 8 comuni al centrosinistra. Il resto, quindi, è diviso tra le liste civiche, che ottengono sei centri, e il Movimento Cinque Stelle, che guadagna 5 città, ma nessun comune capoluogo.  

Comuni
Coalizione Amm. 2015 Amm. prec. Differenza
Centro-sinistra 44 46 - 2
Centro-destra 38 44 - 6
Movimento Cinque Stelle 5 0 +5
Lega Nord monocolore 4 2 +4
Sinistra 8 6 +2
Destra 2 0 +2
Liste Civiche 6 2 +4
Centro 0 3 -3

Nella differenza col precedente, poi, centrosinistra e centrodestra si sono dimostrati particolarmente in sofferenza, insieme alla coalizione di centro. Prima della tornata elettorale, infatti, progressisti avevano 46 amministrazioni contro le 44 che sono riusciti ad ottenere con queste comunali; i moderati, invece, ne avevano 44, perdendone 6 nelle ultime amministrative. I centristi, poi, scompaiono definitivamente perdendo tutti e 3 i comuni che avevano vinto alle scorse elezioni.
A crescere, ma non poteva essere altrimenti visto che precedentmente non possedeva alcun ente, il Movimento Cinque Stelle (+5) e la destra, che ha vinto due comuni. Lo stesso numero degli enti guadagnati dalla sinistra, che fanno passare da 6 a 8 e della Lega Nord che raddoppia i monocolore da 2 a 4.

Primo turno: tutti i movimenti

A questo punto passiamo a stimare una sorta di flussi elettorali , che dimostrano quali dinamiche hanno caratterizzato i comuni di questa tornata. Lo scopo, infatti,è arrivare a capire quanti enti si sono aggiudicati le diverse coalizioni al netto di quanto hanno perso.
Come si evince dallo schema qui sopra costruito, al primo turno è andata meglio al centrosinistra. Perché? Perché a parità di comuni riconfermati (nove per ciascuna delle parti), il centrodestra non ha riconquistato comuni (al contrario del centrosinistra che ne ottiene 6) e ne ha persi 3 (contro 1 del centrosinistra). 
In sostanza, al primo turno, i progressisti hanno fatto registrare un bilancio di +5 comuni rispetto a prima delle elezioni, contro i -3 dei moderati. Gioco a somma zero, invece, per le liste civiche, che vincono a Grumo Nevano, ma perdono Villabate.

Ballottaggio: tutti i movimenti

Come è andata, invece, al secondo turno?
Il centrosinistra ha conquistato 30 amministrazioni, contro le 28 del centrodestra. Seguono la sinistra con 8 comuni, 5 del Movimento Cinque Stelle e delle liste civiche, 4 della Lega Nord monocolore e i 2 di una coalizione di destra.
I moderati perdono un comune in meno dei progressisti, ottenendo un valore nel bilancio complessivo più alto di un punto, attestandosi allo stesso livello del Movimento Cinque Stelle. Bene anche la Lega Nord e le liste civiche, entrambe a +4, seguiti dalla sinistra (+3) e dalla destra (+2).
Vi è, comunque, da notare che la coalizione di centrosinistra, però, ha strappato 19 comuni al centrodestra, che ha fatto il ribaltone in 13.

Insomma, ha vinto il centrodestra?

A questo punto non resta che da rispondere alla domanda iniziale: il centrodestra ha vinto le amministrative?
I risultati dei flussi confermano l'impressione già avuta in termini di amministrazioni conquistate dalle coalizioni: questa tornata elettorale non è stata vinta dal centrodestra, ma dal centrosinistra, che fa registrare un valore di bilancio +18, contro il +11 dei moderati.
Terzo è il Movimento Cinque Stelle con un valore di +5, seguito dalla Lega Nord monocolore (+4), dalla sinistra (+3) e dalla destra (+2).
I progressisti, infatti, anno perso più comuni dei moderati (27 contro 26), ma ne hanno conquistati ben otto in più (18 contro 26). E se ciò è avvenuto soprattutto al primo turno, c'è da aggiungere che a minare i consensi del centrosinistra ci si è spesso messa la sinistra, così come nello schieramento opposto la destra o la Lega hanno inficiato sulla performance finale del centrodestra.
In sostanza, da queste amministrative si evice un calo, ma Renzi può continuare a dormire sonni tranquilli.

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