Comunali a Milano, comincia il Totonomi

Ancora due stagioni dovranno cadere sulla testa dei Milanesi, ma già impazza il toto nomi su chi, nella prossima primavera, potrebbe sostituire sullo scranno più alto di Palazzo Marino Giuliano Pisapia, che ha già annunciato di non voler correre per un secondo mandato.

Centro-sinistra verso le primarie, con il sogno di Sala candidato sindaco

Nel centro-sinistra la soluzione più percorribile per sciogliere questo nodo, dando continuità alla stagione "arancione", cominciata cinque anni fa, è quella delle elezioni primarie. Le candidature alla competizione, in questo caso, non mancano: da un lato il parlamentare Pd Emanuele Fiano, dall'altro l'assessore Pierfrancesco Majorino

Due nomi su cui, però, i malumori non mancano. A cominciare dai sondaggi. Con il Pd che, secondo le ultime rilevazioni di Termometro Politico, perde il 3% dei consensi da luglio e con i candidati non particolarmente graditi dalla popolazione meneghina. Al malcontento dei cittadini, si somma, poi, quello della politica e della società civile. A luglio, durante l'Assemblea nazionale del Pd don Mazzi non era stato tanto leggero nei confronti di Majorino: è "il peggiore candidato possibile", aveva affermato. La stessa giunta comunale si sta dividendo sui due aspiranti primi cittadini e la cosa non fa tanto piacere al sindaco Pisapia. Infine, una sonora bocciatura ai due concorrenti è, poi, arrivata dal premier Matteo Renzi.

Il segretario del Pd spera che Pisapia ci ripensi all'ultimo e decida di correre per il secondo mandato. E se ciò non avvenisse, a Fiano e Majorino preferirebbe qualche altro candidato . Come l'ex direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli, la deputata Lia Quartapelle, o Andrea Guerra. Ne piani di Renzi, c'è, poi, un altro "sogno proibito":quello di Giuseppe Sala. Al commissario di Expo, che non ha ancora preso una posizione, sta facendo una corte spietata anche il centro-destra.


Il Centro-destra guarda alla Società civile

Anche tra i banchi dell'opposizione si guarda più alla società civile che ai politici di professione. Cadute le corse di Matteo Salvini e Maurizio Lupi, oltre a Sala, un nome che circola da mesi è quello del giornalista Paolo Del Debbio, uno dei promotori di Forza Italia con un passato a Palazzo Marino quale assessore alla sicurezza della giunta Albertini.

Il conduttore di Quinta Colonna, che piace anche alla Lega Nord, non pare molto dell'idea, avendo già ribadito più volte di voler rimanere a fare la televisione. Cade ancor prima di essere messa sul tavolo, invece, la corsa dell'ex sindaco di Segrate Adriano Alessandrini: "credo ci sia stato un grosso equivoco" ha spiegato il coordinatore azzurro milanese Giulio Gallera, anche lui nella rosa dei papabili, insieme al presidente della Triennale Claudio De Albertis.

Nomi più o meno civici che mirano a fare da terzo incomodo

In questo clima di incertezza, però, una sola cosa è certa: si tratterà di una corsa affollata, dove non solo il Movimento Cinque Stelle, in crescita nei sondaggi, intende giocare un ruolo da terzo incomodo. Sono varie, infatti, le candidature di uomini più o meno civici che non intendono giocare un ruolo subordinato ai due schieramenti ufficiali.

A cominciare dall'ex ministro Corrado Passera, che ha sciolto la riserva a giugno. "Oggi si è soltato deciso di impegnarsi ma è già tanto, seguiranno squadra e alleanze" aveva affermato il leader di Italia Unica, che sogna di fare breccia nei cuori dei moderati. 
C'è, poi, anche l'ex leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, uno dei primi a scendere in campo. "Non mi candido tanto per candidarmi. Se ci metto la faccia e parto così presto non è solo per partecipare" aveva dichiarato l'ex magistrato che cerca la sponda con i grillini al grido di Milano "espressione più chiara del fatto che non è cambiato nulla dalla prima Repubblica".

Anche Vittorio Sgarbi aveva manifestato la sua intenzione di correre da solo, salvo poi ripensarci



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