Per Bologna, Milano, Napoli, Roma e Torino - i cui comuni capoluogo sono stati chiamati a votare per il rinnovo del sindaco a giugno - si tratta delle seconde elezioni, dopo quelle che si tennero nel 2014.
Al contrario, per Cagliari e Reggio Calabria è stata una prima volta. Nel primo caso, infatti, il riordino amministrativo della Sardegna è stato votato dal Consiglio regionale solo nel 2015. Nel secondo, l'istituzione della Città metropolitana ha atteso la scadenza naturale del consiglio provinciale di Reggio Calabria.
Oltre a Roma e Torino, anche il risultato di Napoli è stato particolarmente sofferto per il Pd. All'ombra del Vesuvio, però, la concorrenza ai democratici deriva dalla loro sinistra, con la lista collegata al sindaco partenopeo De Magistris campionessa di consensi. Alla ottima performance delle forze di Sinistra nel capoluogo campano, però, fa da contraltare il risultato non particolarmente brillante di Reggio Calabria, dove la civica Territorio ed Identità a Sinistra non riesce a sbloccare alcuno scranno. In generale, però, il bilancio si può considerare positivo anche per questa area politica, quarta per numero di voti e seggi: 40.178 i consensi ponderati raccolti e 9 seggi.
Al Movimento Cinque Stelle non basta essere la prima lista a Roma, per contendere il primato ai Dem. La formazione di Beppe Grillo, infatti, giunge terza con 2 primi cittadini metropolitani (Virginia Raggi a Roma e Chiara Appendino a Torino), circa 93.000 voti ponderati (il 14,64%) e 20 dei 136 seggi totali. Oltre al risultato romano, degna di nota è stata la performance torinese, con i pentastellati ad un passo dal centrosinistra, comunque abbastanza radicato nei popolosi centri della periferia del capoluogo piemontese. Per il resto, non c'è stata partita, con i grillini destinati a rincorrere anche le formazioni di centrodestra.
Centrodestra, invece, che è apparso molto sottotono e, spesso, preda di divisioni interne. Nel complesso Forza Italia ed alleati portano a casa circa 142.745 voti ponderati (22,38%) e 30 seggi, mentre la Lega Nord - che a Milano ha presentato una sua lista - ha raccolto poco più di 8.000 voti ponderati (1,36%) e 2 seggi. Poco meno delle liste di Area Popolare (presente a Napoli e Reggio Calabria), che si è attestata sui circa 17.800 voti ponderati e 3 seggi.
Chiudono la rassegna dei risultati, tutti coloro catalogati come Altri. Parliamo di liste civiche o di partiti attivi sul territorio privi di una rilevanza nazionale. Complessivamente rappresentano il quinto polo per numero di consensi (circa 38.000 voti ponderati) e seggi, con 6 scranni sbloccati tra Milano, Napoli, Cagliari, Bologna e Reggio Calabria.
Al contrario, per Cagliari e Reggio Calabria è stata una prima volta. Nel primo caso, infatti, il riordino amministrativo della Sardegna è stato votato dal Consiglio regionale solo nel 2015. Nel secondo, l'istituzione della Città metropolitana ha atteso la scadenza naturale del consiglio provinciale di Reggio Calabria.
Risultati: Pd primo, al M5S due sindaci, male il centrodestra
Nonostante la batosta elettorale subita a favore del Movimento Cinque Stelle a Roma e a Torino, il Partito Democratico è riuscito ad avere, ancora una volta, la meglio. Nel complesso, alle liste appoggiate da democratici ed alleati vanno la bellezza di 4 sindaci metropolitani (Bologna, Cagliari, Milano e Reggio Calabria), poco più di 295 mila voti ponderati (il 46,52%) e 66 seggi sui 136 totali. A fare da traino, infatti, sono stati proprio i risultati di queste Città metropolitane, dove le liste del Centrosinistra hanno superato la metà più uno dei consensi ponderati, oltre che degli scranni disponibili (a Bologna, addirittura, i dem se ne sono aggiudicati 13 su 18).
Oltre a Roma e Torino, anche il risultato di Napoli è stato particolarmente sofferto per il Pd. All'ombra del Vesuvio, però, la concorrenza ai democratici deriva dalla loro sinistra, con la lista collegata al sindaco partenopeo De Magistris campionessa di consensi. Alla ottima performance delle forze di Sinistra nel capoluogo campano, però, fa da contraltare il risultato non particolarmente brillante di Reggio Calabria, dove la civica Territorio ed Identità a Sinistra non riesce a sbloccare alcuno scranno. In generale, però, il bilancio si può considerare positivo anche per questa area politica, quarta per numero di voti e seggi: 40.178 i consensi ponderati raccolti e 9 seggi.
Al Movimento Cinque Stelle non basta essere la prima lista a Roma, per contendere il primato ai Dem. La formazione di Beppe Grillo, infatti, giunge terza con 2 primi cittadini metropolitani (Virginia Raggi a Roma e Chiara Appendino a Torino), circa 93.000 voti ponderati (il 14,64%) e 20 dei 136 seggi totali. Oltre al risultato romano, degna di nota è stata la performance torinese, con i pentastellati ad un passo dal centrosinistra, comunque abbastanza radicato nei popolosi centri della periferia del capoluogo piemontese. Per il resto, non c'è stata partita, con i grillini destinati a rincorrere anche le formazioni di centrodestra.
Centrodestra, invece, che è apparso molto sottotono e, spesso, preda di divisioni interne. Nel complesso Forza Italia ed alleati portano a casa circa 142.745 voti ponderati (22,38%) e 30 seggi, mentre la Lega Nord - che a Milano ha presentato una sua lista - ha raccolto poco più di 8.000 voti ponderati (1,36%) e 2 seggi. Poco meno delle liste di Area Popolare (presente a Napoli e Reggio Calabria), che si è attestata sui circa 17.800 voti ponderati e 3 seggi.
Chiudono la rassegna dei risultati, tutti coloro catalogati come Altri. Parliamo di liste civiche o di partiti attivi sul territorio privi di una rilevanza nazionale. Complessivamente rappresentano il quinto polo per numero di consensi (circa 38.000 voti ponderati) e seggi, con 6 scranni sbloccati tra Milano, Napoli, Cagliari, Bologna e Reggio Calabria.


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