Con la tornata della provincia di Cosenza, svoltasi domenica 29 gennaio 2017, si chiude il primo mid term delle elezioni provinciali dopo l'approvazione della riforma Delrio. Gli enti interessati sono stati soprattutto i consigli provinciali che, al contrario del presidente, hanno un mandato di due anni.
Presidenze: a Grosseto la svolta del centrodestra
Si è trattato di elezioni che, nonostante la sconfitta alle ultime elezioni amministrative e il risultato non particolarmente brillante del 2015, premia il Partito Democratico e il centrosinistra. A queste conclusioni eravamo già arrivati in un precedente post, nel quale abbiamo tirato le somme all'indomani delle elezioni provinciali di settembre, nelle quali hanno votato quegli enti in cui il mandato era appena scaduto naturalmente.Già allora, infatti, il Partito Democratico aveva conquistato quattro delle sette presidenze, lasciandone una a Forza Italia (Vercelli), una alla Lega Nord (Treviso) e l'ultima all'Unione di Centro (Macerata). Nella nuova tornata, i democratici hanno riconfermato altre quattro province (Cremona, Massa-Carrara, Fermo e Terni), strappandone una al centrodestra, Cosenza.
I moderati si impongono nuovamente nella Bat e riescono in una impresa storica: quella di strappare al centrosinistra una provincia della Toscana. Dopo la vittoria di Enrico Grabau nel 1994 in quel di Lucca, a fare il ribaltone è stato il neo sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che ha sconfitto l'omologo di Castiglione della Pescaia, Giancarlo Farnetani. Altra sconfitta del Pd è quella di Crotone. Qui, a beneficiarne, però, è stata la lista Calabria in Rete, di ispirazione centrista ma, comunque, nella maggioranza regionale del governatore Pd Oliverio.
Voti alle liste: centrosinistra primo quasi ovunque
Complessivamente, le liste democratiche sono le prime per numero di voti ponderati raccolti e di seggi: ottengono quasi 2,5 milioni di preferenze, sbloccando 400 degli 828 scranni a disposizione. A livello geografico, poi, i dem riescano a catalizzare consenso un po' ovunque.Sono 50 le province in cui ha prevalso una lista progressista, contro le 8 di Forza Italia ed alleati, a cui si aggiungono le due (Sondrio e Novara) a trazione leghista. Il centrodestra, comunque, resta ben distanziato con 1,6 milioni di voti e 245 seggi guadagnati.
A fare da "terzo polo" sono le liste civiche. Questa dicitura include tanto le formazioni locali apartitiche quanto i listono unici trasversali, presenti in ben cinque province. A quest'area va un bottino di 93 seggi con poco più di 640 mila voti ponderati. Nella sfida tra terze forze, invece, è ancora una volta il centrosinistra a prevalere. Di misura sul centrodestra in termini di voti (278 mila voti delle liste alternative al Pd contro i 202 mila di quelle alternative a Fi-Lega) e di misura su Area Popolare in termini di seggi (32 contro i 31 dei centristi).

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